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Acqua
e manuten |
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La letteratura del settore è molto
chiara a proposito dei cambi d’acqua: ridotti e frequenti, piuttosto che
abbondanti e sporadici, in questo differenziandosi enormemente con le
indicazioni spesso suggerite da alcuni negozianti che, per invogliare il
neofita, indicano in mensile (o addirittura trimestrale) la cadenza con cui
effettuare la sostituzione parziale dell’acqua.
E’ evidente che non esiste una
regola precisa per stabilire quando e quanta acqua bisogna sostituire e
permettetemi di diffidare da chi suggerisce regole ferree che, come formule
matematiche, sarebbero capaci di assicurare un benessere assoluto al nostro
acquario, salvo poi a riempirlo con una miriade di prodotti per ristabilire
quegli equilibri che, probabilmente, potrebbero essere mantenuti con una
costante sostituzione parziale d’acqua.
E’ chiaro, quindi, che la quantità
e la frequenza dei cambi dipendono da molteplici fattori: » volume dell’acquario;
Dopo varie esperienze e diversi
fallimenti ho dotato tutti i miei acquari della medesima struttura
filtrante:
a) vano filtro vero e proprio (dal
basso a salire): cannolicchi Sera Biopur,
cannolicchi normali, graniglia lavica da 3/4 mm, ovatta filtrante a
doppia consistenza Askoll, ovatta filtrante normale;
b) vano pompa (dal basso a salire)
: 3 cm di Sera Biopur,
3 cm cannolicchi normali, pompa acqua, Phosgard Seachem (in una calza) che
alterno con Purigen (Seachem) e all’occorrenza con carbone adsorbente. Questo sistema filtrante, grazie alla consistente superficie di insediamento di batteri nitrificanti, garantisce una buona filtrazione biologica, a cui si aggiunge un'altrettanto valida filtrazione meccanica, particolarmente utile nelle vasche allestite con substrato fertilizzante sotto la ghiaia.
La sifonatura del fondo, la
pulizia del filtro e del vetro anteriore degli acquari è effettuata
all’occorrenza. Per quanto riguarda l’aerazione, le pompe in dotazione garantiscono i necessari scambi gassosi e pertanto limito l’uso dell’aeratore allo stretto indispensabile (in estate o durante trattamenti antiparassitari o antimicotici) al fine di evitare inutili dispersioni di CO2. Le osservazioni sopra descritte e dei cambi d’acqua settimanali in ragione del 20% della quantità effettiva, mi consentono di mantenere stabili i valori chimici, garantendo ai miei ospiti condizioni di vita quanto più simili a quelle del loro habitat naturale.
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