Lo scopo della vita è lo sviluppo
di noi stessi.
La perfetta realizzazione della nostra natura: questa è la
ragione della nostra esistenza. (O. Wilde)
Più
o meno è come decidere di smettere di fumare o iniziare una dieta. Avete presente quell’ultima sigaretta o quell’ultimo gelato
che decidete di consumare prima di immolarvi per l’estremo sacrificio?
Quell’ultima promessa fatta a voi stessi che sapete sin da
subito non manterrete? Ecco… il mio rapporto con gli acquari è sempre
stato così: già un paio di anni fa avevo giurato che quella sarebbe stata
l’ultima vasca e invece… e invece di acquari continuo ad allestirne
rassegnato ormai all’evidenza di una febbre che non accenna a diminuire.
Quelle che seguono sono le fasi complete dell’ultima
composizione, una vasca da 120 cm che ha sostituito un acquario
leggermente più piccolo e che ospiterà, manco a dirlo, una coppia di discus.
Chi si aspetta un layout del tipo foresta amazzonica
probabilmente resterà deluso, ma l’esigenza era quella di creare una vasca
sobria, con poche piante ed arredi per lasciare il massimo spazio utile
ai discus, pur senza rinunciare (e come mai potrei) alle protagoniste
verdi.
Ciò che mi premeva evidenziare non era l’acquario in se, ma
tutte le fasi dell’allestimento che, spero, possano soddisfare la
curiosità dei tanti che me ne hanno fatto richiesta.
»
Acquario: 120x40X50 (Advance
MTB Acquari)
»
Luci:
2X30W daylight (CH Lighting)
»
Filtro: interno, montato con
cannolicchi, Siporax e graniglia lavica (tutti prelevati dall’acquario
dismesso)
»
Pompa: Hydor regolabile
(portata max 550 litri/ora)
»
Substrato: laterite triturata
grossolanamente e Flourish Tabs ricoperti con sabbia di quarzo a grana
medio fine (30 Kg)
»
Piante: solo 6 specie,
Cryptocoryne lutea, Echinodorus latifolius, E. bleheri, E. amazonicus, E.
Barthii, Aponogeton ulvaceus.
»
Co2:
30 bolle/min
»
Biostarter:
Biodigest (4 fiale)
»
Acqua:
RO (110 litri) + rubinetto (40 litri)
Per prima cosa ho sminuzzato grossolanamente le sfere di
laterite e di Flourish Tabs, che ho distribuito sul fondo dell’acquario,
creando dei piccoli accumuli nelle zone che avrebbero ospitato
maggiormente le piante.
Lo strato di fertilizzante è stato successivamente
ricoperto con 30 Kg di quarzo rosa a grana medio fine lavato e rilavato e
poi lavato ancora!
Come arredi ho scelto due tronchi di Java, ormai
onnipresenti nei miei acquari, che con le loro ramificazioni conferivano
un aspetto molto naturale alla composizione. I tronchi non sono stati bolliti (secondo me non serve a
nulla) ma lasciati a mollo in un secchio per qualche giorno prima di
essere utilizzati.
Le piante sono state scelte con cura, cercando di
privilegiare quelle che, secondo le precedenti esperienze, meglio si
adattavano a luce non particolarmente intensa e soprattutto ad una
temperatura costante di 29°.
Ho deciso per tre specie: Echinodorus, Aponogeton e
Cryptocoryne. Ovviamente non potevo fare a meno dell’impianto di Co2 che,
momentaneamente, è tarato su 30 bolle/min quantità questa che, già dopo
48 ore dall’avvio, aveva stabilizzato il pH su 6.5 (tampone 4° dh).
Per il filtro biologico ho mantenuto i vecchi cannolicchi
prelevati dall’acquario dismesso, aggiungendone degli altri
(complessivamente circa 6 confezioni).
Dopo soli 4 giorni l’acqua aveva già manifestato i segni
della colonizzazione batterica con la tipica colorazione biancastra,
grazie anche alle fiale di Biodigest.
Per l’illuminazione ho optato per due neon CH Lighting che
avevo a casa, ma che certamente sostituirò nei prossimi mesi.
Quelle che seguono sono le singole fasi dell’allestimento,
uno step by step che, magari potrà essere d’ausilio per le vostre
creazioni.
Tutte le fasi dell’allestimento.

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