![]() ![]() |
ADA |
|
Mi chiedo spesso come sia giunto fino a qui parlando di acquari, come sia stato possibile che una visita ad un negozio di acquariofilia anni fa abbia potuto fruttare una così insana passione da indurmi a cimentarmi con alterne vicende in un campo allora a me assolutamente ignoto. La risposta continua ad essere vaga, annebbiata, un po’ come i miei ricordi. Quando e come ho iniziato? Rileggo spesso i miei primi “appunti di viaggio”, con molta tenerezza. Risfogliando queste esperienze sono spesso indotto ad eliminarne qualcuna, perché ormai superata o più semplicemente perché trattata con quella superficialità di cui soltanto oggi mi rendo conto, ma poi mi soffermo a pensare e concludo che, in fondo, anche quelle piccole “perle di saggezza” hanno avuto il loro peso nella mia evoluzione di acquariofilo. Oscar è ancora lì, nei miei pensieri, presente e imperturbabile mi tiene compagnia col suo ricordo, osservandomi compiaciuto. I primi guppy, i ciclidi africani, il primo acquario “serio”, i discus, la prima riproduzione di Aequidens pulcher, i plantacquari… ed è da lì che ripartiamo, ancora con entusiasmo, con passione, con la voglia di provare ancora a surclassarsi. Il risultato finale conta poco, quel che importa è provarci. Aqua Design Amano. E non poteva essere diversamente. Dal plantacquario alla vasca ADA il passo è breve, inevitabile per chi come me ha fatto dell’acquario di piante una vera passione. Perché ADA? Perché comunque la si pensi ADA è un mondo a se stante, ricco di fascino, capace come poche cose di stimolare la creatività di chi gioca con l’aquascape. Si, parliamo di aquascape e lo facciamo come di consueto con semplicità, forse anche con approssimazione, ma in fondo a noi interessa poco la perfezione, ci accontentiamo giusto di una briciola di passione che possa farci luccicare gli occhi davanti al lavoro compiuto. Sull’Aqua Design Amano s’è detto praticamente tutto ed il contrario di tutto. ADA e Mr Takashi Amano: un binomio di assoluta perfezione. Ma sarà realmente così? Chi e cosa rendono gli acquari ADA così diversi rispetto a tutti gli altri? La bravura del maestro mista ad una eccezionale capacità fotografica? I prodotti utilizzati? La tecnica del layout? E poi, sarà davvero così o questa eccezionalità è anche il frutto di operazioni di marketing pubblicitario? Chi può dirlo? Certamente non potrò dare alcuna risposta a questi interrogativi ma ho visto sufficienti acquari ADA da poter concludere che una qualche differenza qualitativa dovrà pur esserci rispetto ad altro. La prima considerazione da fare è quella di evitare di cadere nel banale rendendo equivalenti due termini che equivalenti non sono: costoso ed efficiente. Un prodotto può essere al tempo stesso costoso ed efficace allo scopo, può essere inutile e costoso, utile ed economico. ADA viene spesso misurata in termini monetari ed il motivo è forse ovvio, o forse no. Un buon prodotto, a prescindere dal campo in cui viene utilizzato, è sempre frutto di ricerca ed approfondimenti e questo ha indubbi costi. Ma il prezzo non è, non dovrebbe essere, l’unità con cui misurare la qualità di un prodotto. La seconda considerazione riguarda i miracoli perché, forse ancora non lo sapete, ADA non fa miracoli e forse neanche li promette. Puoi utilizzare le tecnologie più sopraffine, ma se non hai capacità e sensibilità creativa non riuscirai mai a realizzare un acquario che assuma personalità, riuscendo al più ad ottenere una gradevole vasca di piante. Per quanto ne sappiamo Amano sarebbe capace di allestire un acquario con due pietre ed un ciuffo di prezzemolo… ma questa è la prima banalità che vi offro. Alla fine il risultato è sempre il medesimo: rimaniamo affascinati dalle sue creazioni. L’estetica è un dono o è solo il frutto di tecnica compositiva? Tutt’e due, credo. Parlando di Amano non possiamo prescindere dal concetto di acquario naturale e qui, probabilmente, si rischia di cadere nella seconda banalità: ma un acquario può essere naturale? Lascio a voi, come di consueto, ogni ulteriore valutazione etica sull’acquario e sull’acquariofilia, perché qualunque risposta e spiegazione offrirebbe il fianco ad altrettante tesi contrarie con il rischio di “impallare” questo scritto. Amano ha grandi capacità artistiche, “gioca” con la sezione aurea e con i volumi, contrapponendo gli spazi pieni a quelli vuoti che diventano anch’essi volumi che catturano l’attenzione dell’osservatore. Ma cosa c’entra tutto questo con ADA? Forse nulla, ed è questo il nocciolo della questione. Fiumi di parole sono stati spesi per cercare di codificare l’Aqua Design Amano, senza mai riuscirci. ADA cammina sempre parallelamente agli acquari “naturali” di Amano e la scelta di marketing pubblicitario è sempre molto accattivante. Ma allora qual è la verità? Un acquario ZEN può prescindere dall’uso di un lilly pipe o da un diffusore di CO2 in vetro soffiato marcato ADA? La Power Sand e l’Aqua Soil sono davvero capaci di fare la differenza? Probabilmente la risposta è scontata e sarebbe fin troppo semplice rispondere a questi interrogativi con un secco “no!”. In verità non credo, per quanto mi riguarda, che la risposta abbia un senso. In genere e salvo rarissimi casi il raffronto con la storiella della volpe e dell’uva è sempre dietro l’angolo… Spesso si ritiene e si confonde la soddisfazione di possedere un oggetto di prestigio con la sua imprescindibilità ai fini dello scopo per il quale è utilizzata. Possedere una Ferrari non significa soltanto voler correre (anzi, questo forse è l’ultimo motivo che spinge un ferrarista all’acquisto). Con ADA credo che si possa fare lo stesso paragone. Sotto il profilo qualitativo dubito che qualcuno possa mettere in discussione la fattura e l’efficienza dei prodotti, salvo che non voglia (o non possa) permetterseli. Si torna quindi al punto di partenza: perché scegliere di allestire un acquario ADA? Perché è una sfida, perché è un “oggetto del desiderio”, perché forse ha ragione Amano, perché… perché non lo so, so soltanto che voglio provarci. Ricomincio con una vasca da 100 litri, allestita ex novo per l’occasione utilizzando l’intera linea ADA. Vi farò sapere…
|