Tipico esponente della fauna
ittica dell’Africa orientale, questo ciclide ama stazionare tra le rive
rocciose del lago Malawi ed è quindi indicato per allestimenti che
riproducano il biotopo di appartenenza.
La realizzazione della vasca
dovrà prevedere numerose formazioni rocciose ricche di anfratti dove i
pesci possano rifugiarsi durante la riproduzione.
Gli Pseudotropheus sono
incubatori orali: le femmine “covano” le uova in bocca fino a quando i
piccoli avannotti non sono autosufficienti.
Particolare attenzione deve
essere posta nella fase che precede gli accoppiamenti perché durante
l’incubazione delle uova e nei primi giorni successivi alla schiusa le
femmine non si alimentano.
Sarà quindi necessario
alimentare in maniera sostanziosa questi pesci nei giorni che precedono
l’accoppiamento.
Altro elemento che deve
essere tenuto in considerazione è la composizione dell’acqua che deve
essere piuttosto dura ed alcalina: kh 10/15, ph 8/8.5; temperatura 24/26°.
Il filtraggio deve essere
potente con una notevole corrente superficiale.
Un certo riguardo deve
essere posto al numero degli esemplari da ospitare in relazione alla
capacità dell’acquario.
Tutti gli Pseudotropheus e
gli zebra in particolare sono particolarmente aggressivi con i propri
simili avendo una spiccata territorialità.
E’ utile non
sovradimensionare la popolazione introducendo tre o quattro femmine per
ogni maschio.
L’acquario dovrà avere una
capacità minima di 150 litri.
Il dimorfismo si evidenzia
in fase di accrescimento avanzato con le caratteristiche macchie a uovo
nella pinna anale del maschio.
Da giovani tutti gli zebra
hanno generalmente la medesima colorazione azzurra che muta da adulti (le
femmine sono quasi sempre gialle o color albicocca).
Molto belli e con analoghe
necessità gli Pseudotropheus lombardoi e socolofi.
Sono comunque pesci
affascinanti e piuttosto facili da allevare anche per il principiante.